sentire la pioggia morire dappertutto fuori, chiuso in quella stanza mal riscaldata, da ormai più di 40 giorni. lune che scorrono segnando confini sottili, anche se inesorabilmente tutti uguali. non si può nemmeno chiamare attesa, non è forse sbagliato continuare ad aspettare che qualcuno ci prenda per mano e ci accompagni un po, senza neanche il bisogno di vedere dove mettere i piedi. fa troppo freddo qui dentro esclamò il Signor V. tra se e se, stropicciando i piedi tra una piega e l'altra della coperta.
abbandonare se stesso a tutto ciò era come vivere in una stanza di porcellana bianca e liscia, abbagliante da quanto non dica niente, da quanto non regali emozione. vivere sempre piu ogni giorno seduto ad una tavola imbandita di spezie pregiate ed avere il naso troppo tappato per assaporarne la bellezza.
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