martedì 13 dicembre 2011

San Pedro

una sensazione strana. pesante. vibrazioni fredde sullo sterno e torbido calore sulle guance. quella sensazione di prurito nelle vene, come quando vieni tradito da un amico. spalle voltate. perdere il proprio sè. svendere la propria dignità per un falso sentimento. usura.
non mettersi mai nei panni degli altri e pretendere che gli altri lo facciano con noi. per noi. condividere pezzi della propria anima, solo per veder soddisfatte le proprie aspettative, per sentirsi dire belle parole. apparire. per ottenere consensi. per gonfiare quel palloncino con disegnata la nostra faccia, affinchè tutti la vedano. credere di avere dei sogni, e autonarcotizzarsi per convincersi che tanto, sono irrealizzabili. inseguire una rivoluzione, stando con la schiena accasciata su di una poltrona che irrita la pelle. aspettare il cambiamento fermi in attesa di una chiamata, che solo per pochi arriva e ancora meno riescono a rispondere. crediamo di essere liberi, ma è dal momento in cui veniamo al mondo che perdiamo ogni originale diritto su una vita che dal primo secondo non ci appartiene. crescere sotto dogmi imposti da una società senza natali, sfaldarsi le mani per anni, per cosa poi, per nulla, dopo aver passato interminabili ore curvi su nozioni indorate ed essere diventati ciechi su kilometri di pergamene macchiate di inchiostro, che incessantemente concludono il lavaggio del cervello iniziato dalle proprie madri e dai propri padri che ci hanno plasmati, che ci hanno plagiati, disegnando ogni nostro gesto, comportamento, visione, carattere... siamo il risultato di un pronostico mal riuscito.
non avete capito che le nostre idee sono la mera copia fallace e fuori orario di idee già avute in precedenza da qualcun altro. questo non è esistere. è rifiutarsi di vivere per vivere, nel senso più intimo e fine della parola.
la società va distrutta. il patto va rescisso. il gruppo va eliso. le relazioni sfaldate. ritornare al singolo. all'unità primordiale. dimenticare tutto e ripartire da zero, soli. questa è la vecchia società. prima che il mondo che conosciamo la contaminasse con questo muco di falsità e veleni.
eliminate questa malattia. ora. non imitate. esistete.
ve lo siete mai chiesto, voi, chi siete?

lunedì 5 dicembre 2011

La tana del Lupo

era già da un paio di mesi che il Signor V. si ritrovava a pensare a quanto fosse comodo e avvolgente quel lettino in pelle nera levigata sul quale ultimamente passava gran parte dei suoi pomeriggi a parlare del Più e del Meno. in quella stanza poteva commentare su ciò che voleva, poteva finalmente fare i suoi monologhi senza interruzioni, parlare esprimendo ogni minima sfumatura del suo sentire, stando bene attento sempre alle reazioni del suo interlocutore, motivando ogni sua risposta, come piaceva a lui.una delle cose che più lo rallegrava era che poteva togliersi le scarpe e far saltellare i talloni, che rimbalzavano sulla morbida trama ruvida sulla quale era coricato, fatta di linee in rilievo da seguire con i suoi polpastrelli consumati, fino all' estremità del tessuto, sullo spigolo di ferro che amava conficcare sotto l'unghia dell'indice sinistro, tamburellando fino a sentire quel pizzico di dolore, quel tanto che bastava da tenerlo sveglio.
il tema della giornata era il ricordo.
il Signor V. si era preparato a quella discussione con meticolosità, per ben 3 giorni era rimasto a pensare a che cosa significasse per lui il ricordo. e finalmente era arrivato ad una conclusione, forse temporanea forse definitiva, chi lo sa.
il ricordo è la rovina dell'uomo. scorrere il passato. leggerlo. interpretarlo con nuovi occhi. tutto questo porta inevitabilmente alla distruzione. i ricordi sono inutili, sono nocivi, sono velenosi, in qualsiasi loro forma. se sono belli rilasciano una breve sensazione di tepore al cuore, che dura impercettibilmente per pochi secondi, per poi scomparire nel vuoto, nel nero dentro di sè, lasciando spazio al rimpianto, che gonfia e sale, sale fino in gola, sporcando la lingua di inchiostro amaro, con quel gusto di acido di chi ha tanto freddo ma è obbligato a dormire coi piedi fuori dalle coperte. se sono brutti creano il rimorso, che gonfia il sangue nelle vene, pizzica le dita delle mani e fa prudere le tempie, per sempre.
i ricordi vanno distrutti, vanno dilaniati, fatti a brandelli, rovinati, bruciati, spezzati e dati in pasto, ancora grondanti di sangue, a lupi affamati. il passato va cancellato. tutto. non deve esistere più niente. solo l'esperienza acquisita e la consapevolezza che non si esiste più per come si era. non esisti più, non sei piu nulla, non devi significare più nulla. basta.
guardare al passato è la peggior tortura a cui l'uomo è sottoposto, ma per fortuna ci è stata data libertà di scelta. il Signor V. ha chiuso con il passato, i sassolini sono sbriciolati, diventati polvere. le lacrime segnano per l'ultima volta il viso, sigillando il contratto per il quale non si può più tornare indietro.

domenica 27 novembre 2011

Closer to the small dark door

"ma a volte, proprio nel momento in cui tutto ci sembra perduto, giunge il messaggio che ci può salvare: abbiamo bussato a porte che davano sul nulla: e nella sola per cui si può entrare e che avremmo cercato invano cent'anni, urtiamo inavvertitamente, ed essa s'apre.."

L'uomo che comprava il tempo

il ponte di pietra che il Signor V. stava percorrendo sarà stato non più largo del palmo di una mano. intorno a lui uno spazio infinito, vuoto. l'aria tiepida feriva i suoi occhi come un'unghia affilata, le guance rigate da lacrime salate prudevano per via della strana temperatura che si respirava. il precipizio infinito sotto quei pochi lembi di roccia che stava calpestando provocava in lui potenti vertigini che lo inducevano a tossire conati di vomito interrotti. non riusciva a smettere di fissare il fiume di sabbia che scorreva impetuoso nella gola formata dalle due pareti rocciose, figlio della cascata che crollava dall'alto della montagna, colorata di rosso dal bagliore del sole al tramonto. un rumore fastidioso permeava il suo udito, unione di un soffio fitto e denso e di un milione di diapason all'unisono.
giunse alla fine del ponte. la meta era più vicina che mai.
incavata nella roccia, una piccola porticina di legno lo divideva dal momento che tanto a lungo aveva sognato di vivere.
pose la mano sulla porta. il legno marcio gli macchiò i polpastrelli indelebilmente. quello era il segno che non sarebbe più potuto tornare una seconda volta.
entrò e la richiuse dietro di se. in un attimo ogni rumore, ogni odore, ogni sensazione sulla pelle scomparve. buio. dall'alto una miriade di pendoli oscillava lentamente, tracciando linee argentate nell'oscurità.
di fronte a lui, seduto e immobile, c'era l'uomo che vendeva il tempo.

"sei qui per comprare il tempo" disse.
il Signor V. annui.
"dimmi perchè vuoi comprare il tempo."
"voglio tornare al tempo che fu." rispose con voce ferma. "voglio tornare a sentire quei profumi. quel caldo sapore sulle mie labbra. pelle di pesca e iride color castagno, ancora una volta, una sola. ho una cosa che devo fare"

"ne morirai lo sai?"
"si"
"e sia. vieni con me"

uscirono dalla porta. il Signor V. mise le punte dei piedi sull'orlo del baratro. la sabbia lo aspettava affamata e implacabile.

"gettati."

e si gettò. tutto d'un fiato. in mente uno scorrere imperterrito di immagini. di ricordi. indelebili. pronti ad essere ricolorati forse? sparì inghiottito in quell'oceano ruvido, soffocato in gola dai granelli dorati.

il tempo era stato comprato.

Se mi lasci...ti cancello?

"Che spreco passare tanto tempo con una persona, solo per scoprire che è un'estranea"

mercoledì 26 ottobre 2011

Glaciazione

il Signor V. aprì gli occhi. le sue mani gelate dal freddo stringevano forte la balaustra dinanzi a lui, corrose dalla pioggia e dalla pressione. un cielo grigio e gonfio lo sovrastava, come un acquerello che gli stesse colando addosso dall'alto. miliardi di minuscoli spilli d'acqua continuavano a forargli il viso in più punti, bloccandogli il respiro dal dolore. di fronte a lui il mare in tempesta. di un colore indefinito, oscuro, impazzito. guardò verso il basso si accorse che le onde che si abbattevano sul faro dove si trovava avevano una violenza inaudita, come lo schiaffo di una ruvida mano sul viso di un bambino. sentì tremare sotto i piedi, la torre non avrebbe retto a lungo. Egli si voltò ed ebbe conferma del fatto che il faro non emetteva nessun fascio di luce. si stropicciò gli occhi con forza, spellandosi le palpebre, e si accorse che all'interno del lucernario vi si trovava una persona. una ragazza. appollaiata su di un poltroncino di avvolgente velluto. reggeva in mano uno spesso quaderno rilegato, sul quale scriveva morbidamente con una matita temperata per la prima volta. per una qualche strana ragione alla vista di quell'immagine il cuore del Signor V. si squarciò. si divise in 2 parti, sfibrate da un profondo solco. le ginocchia gli cedettero e si accasciò a terra battendo la testa, guardando il mare attraverso la ringhiera. delle folte criniere bianche all'orizzonte. un centinaio di cavalli. galoppando sul mare, veloci e fieri, si dirigevano verso il cuore del futuro. una forza implacabile che tracciava scie sull'acqua, come martellate sul vetro. esisteva ancora forse una prospettiva? dov'era? "quale prospettiva, Signor V.?"

soffiando aria dalle narici, richiuse gli occhi.

martedì 25 ottobre 2011

Vanessa

you had a thousand words to tell me about your world.it’s so selfish, the way you used to roll...

in all the things i felt. all the  lies you’ve told. now there’s nothing else to know.

i’ve seen you in the distance for all this time. the places where we met are bright. I see thousands of lights but there’s no one tonight.. the rules you wrote..

should i stop what I do?

should I care?

I'm still fighting... let me interfere.. i won't give up.



martedì 11 ottobre 2011

The Weight

pensare di aver messo a fuoco la prospettiva. poi dare uno sguardo al passato, quello remoto e quello recente. e capire di non aver capito. nulla. la voglia di un anno fa è centuplicata, il ricordo è vivido e indelebile. ma è davvero quello che il Signor V. vuole? lasciare tutto. rompere gli schemi di una vita e riniziare tutto da capo. funziona solo nella condizione del non ritorno vero? sentirsi arricchiti, sentirsi nuovi, è un altro scultore che modella la propria forma e plasma il proprio essere. ma inevitabilmente si è destinati a perdere qualcosa. è necessario. una radice non vive se non è stretta al suo terreno. può assaggiare nuove zolle e bere nuova acqua, con la possibilità di vivere di nuovo nutrimento o morire ammalandosi di nostalgia. Sono il Signor V. e in questo momento sono un albero che vola nel cielo.

domenica 2 ottobre 2011

Veleno

erano almeno 6 anni che il Signor V. non leggeva più un libro. trovare trame interessanti diventava ogni giorno più complicato e noioso. la routine lo portava inevitabilmente ad essere sempre più selettivo, più povero, più incostante. si accorgeva mano a mano di perdere colpi, non era più capace come una volta. un sentimento di pesante insoddisfazione e delusione lo pervadeva sin dalle prime ore del mattino, giorno dopo giorno. iniziava ad avvertire i primi mali di stagione, tra cui un eterno mal di testa, come se idee prevalenti volessero uscire dalla sua mente senza riuscirci, rimbalzando sulle meningi. tum. tum. tum. un frastuono costante e preciso, il rintocco di un orologio in una grotta sotto il mare. devastante. soluzioni efficaci per uscire da tale situazioni sembravano non esserci. tranne una. una pratica spaventosa e lancinante. a metà fra la corrosione e l'oblio. un bicchiere di veleno. ogni giorno. per stare meglio, o meglio, per stare peggio. per cadere e poi rialzarsi. aiutato da una convinzione fittizia, in lotta quotidiana con il suo essere. ricordate sempre : Chi ritorna sui suoi passi dopo aver ballato sul palco dove nessuno balla?

giovedì 15 settembre 2011

Lines breaking circles

settembre. 300 e passa giorni. il cerchio si sta chiudendo. forse per sempre? Il Signor V. non lo sa. ma vorrebbe sapere. la ruota si è inceppata. troppi bastoni la bloccano. e ormai cadere di faccia sull'asfalto che strappa la pelle come una zanna non fa quasi più male. quasi.
cercare una linea, che rompa tutto. che rompa questo schema che non funziona. perchè così non si va da nessuna parte. nessuna parte. qualcuna parte? no, nessuna.

martedì 30 agosto 2011

Caos Calmo

quell'irresistibile mistura fatta di angoscia per quello che prima era nostro e ora non si ha più e la vacillante euforia suscitata da quello che ci riserva il futuro. un cocktail micidiale, da bere in un colpo solo. avere la certezza di come sarebbe andata a finire. costringersi in una tortura di auto-convinzione. per poi comunque non riuscire a stare in piedi una volta che ci si è dentro. Il signor V. ascoltava con elettrica emozione il suono delle cicale dalla finestra. meravigliato dal fatto che avessero aspettato l'ultimo giorno di estate per farsi sentire, per la prima volta, nel suo accogliente quartiere. un suono che può risultare fastidioso ai più. ma che quella sera stranamente lo aiutava a schiarirsi i pensieri, mentre un'orchestra impazzita esplodeva nella sua mente. rumori. gente spazientita usciva dalla sala. per sfuggire al fastidio. ma tutti perfettamente ordinati. in file scomposte ma scorrevoli. immortalare quel momento. quel preciso istante. tramite le parole, le immagini, le rimembranze, le paure, i desideri, le aspettative, la vita. significava essere in grado di essere in piedi con gli occhi aperti dinanzi ad un caos calmo.

sabato 27 agosto 2011

venerdì 1 luglio 2011

Indiocanimento

La gente ti parla alla spalle.male.e se parla bene di te è sempre in tua assenza,solo per godere di luce riflessa.è tutta una pornocrazia di egoismo.io sono migliore di te.tu fai schifo.e le persone che ti vogliono bene fondamentalmente sono dei figuranti.o te ne dimostrano di meno di quello che offri tu.o hanno qualcuno che è più importante di te che legittima il voltarti le spalle.dopo che te lei spaccate per loro.

lunedì 9 maggio 2011

Malasera

Si era avvertito che il cambio di stagione era più lungo del solito. ma il Signor V. preferiva battere i denti affrontando il vento di petto, facendo tesoro di ogni brivido che sgattaiolava lungo la schiena, dal collo alla punta dei piedi. le sue certezze, perennemente oscillanti, ultimamente si dimenavano un po' troppo, le care vecchie abitudini che aveva congelato si erano ripresentate violentemente, col ghigno sulla faccia. la contrapposizione tra il suo vecchio essere e il nuovo lo stava privando di ogni forza, costringendolo a sognare di fuggire ancora una volta. quel fastidioso difetto di produzione dell'eloquio che tanto lo aveva infastidito in passato, era tornato, dopo un periodo di assopimento, più scattoso di prima. l'effetto dell'elisir stava finendo? la malattia da sempre presente nei suoi affetti lo stava inquinando nuovamente? d'altronde era da parecchio che ormai non poteva più soffermarsi ad ascoltare il silenzio dei suoi passi sulla neve. e questo inevitabilmente iniziava a portarlo indietro nel tempo...
vecchio e nuovo... chi vincerà? forse il Signor V. aveva bisogno di parlare con qualcuno..ma parliamoci chiaro.. chi mai vorrebbe parlare con il Signor V. ?

martedì 19 aprile 2011

L'amorte - Racconto in puntate di un sogno allucinante - 1

Il signor V. era stanco, ma le aspettative che aveva maturato sui possibili risvolti di quell'incontro avevano creato in lui una malsana euforia, che lo spronò ad inforcare la sua bicicletta e a dirigersi all'appuntamento. d'un tratto era arrivato. il luogo era davvero "(s)consono" alla situazione.
un locale scuro, anonimo, con massicci tavoli in legno color ebano, che se provavi a posarci le braccia sopra ti rimanevano incollate, con tutti i litri di liquore appiccicoso che vi erano stati versati sopra durante gli anni. ordinò due boccali di birra e il cameriere, che misteriosamente lo trattava come se lo conoscesse da una vita, gliene offrì un terzo. li bevette tutti, ma rifiutò il successivo bicchiere di whisky ed uscì. [...]

venerdì 15 aprile 2011

High

Have you ever tried to raise a mountain?
It makes you wanna die
Don't you feel your time is running out?
You must be so damn high and
Disillusioned
Can't wait to watch you cry when
I'll be there
You'll kiss my feet and

I swear
I'll be telling you nothing
Not till your eyes break
I'll be giving you anything you look for

Have you ever tried to walk the distance
I've walked from where you are?
Don't you feel your time is running out?
It makes me feel this pain, I'm
Disenchanted
I'd like to see you there when
I'll be there
But till that moment

I swear
I'll be raising this mountain high till my hands break
I'll be running against this wind till my breath fades
I'll be breaking your limits, it begins now


sabato 9 aprile 2011

"scusi è libero?" "No, è occupatissimo"

Il Signor V. si accorse che non aveva tempo. o forse che da sempre lo contava male. troppe cose a cui pensare, e alla fine quelle importanti non le faceva mai, rimanevano li, nel limbo di una vita muta, che tanto  ha da dire ma si esprime in modo difettoso.
il motto carpe diem per il Signor V. era come se non avesse valenza, non lo aveva mai seguito, e benchèmeno ci provava. mai.
pensava costantemente a quanto fosse brutto andare a dormire pensando a quello che avrebbe potuto fare e che non aveva fatto, e ogni mattina si odiava per non essere riuscito a sognare. ovviamente non si parla dei semplici sogni che si fanno ogni due per tre, lui voleva sognare un sogno veramente sogno, un qualcosa che gli potesse schiarire le idee asciugando la nebbia fittizia che gli inumidiva la mente.
il tempo passa, e lui non ha ancora niente tra le mani, ma soprattutto non ha più quella parte di sè che adorava cosi tanto stringere fra le braccia.
I wish you were here. Torna?

domenica 3 aprile 2011

Fotografia su carta di quello che sento.

e il signor V pensò tra se e se : " Io inizio a scriverla. poi magari te la spedisco, o te la consegno di persona. oppure pensa che bello se tutto questo non fosse necessario, se tu lo sapessi già. e vorrei tanto che la tua fosse solo paura, paura di tutto e di niente, paura che va e viene. leggimi gli occhi. fammi cadere in un mare di piume. pensa che bello se almeno una volta nella mia vita io avessi messo a fuoco il presente nel modo giusto."

mercoledì 30 marzo 2011

Make My Day

In quel periodo le giornate del Signor V. scorrevano ad una velocità devastante, nemmeno il tempo di svegliarsi che un altra luna aveva fatto capolino sul tetto del mondo.
dopo un lungo periodo di malattia, protrattosi per parecchi mesi, il Signor V. aveva timidamente deciso di guarire, o perlomeno di provarci. aveva comprato un paio di scarpe nuove, eleganti ma allo stesso tempo molto comode, con le quali seguiva itinerari casuali per le vie della città sperando di incontrare persone che per lui potessero risultare interessanti: ovviamente non ne incontrava nemmeno una.
ma alla fine in cuor suo lo sapeva che questo tipo di ricerca non avrebbe portato a nulla di buono, anzi, la situazione stava lentamente peggiorando, anzi diciamo che l'incubo della droga era davvero dietro l'angolo. numerosi dolori lo avevano colpito negli ultimi anni, e le ferite che si era procurato durante le sue lotte contro Golem fatti di pensiero continuavano a riaprirsi, dando vita ad uno zampillare di odio continuo, che gli scorreva freddo lungo la schiena. spettri di rimorsi e rimpianti bussavano sulle sue tempie gridando forte nelle orecchie, e tutto ciò provocava una terribile emicrania aggravata dall'abuso di sigarette e di altre sostanze dal nome sconosciuto.
in verità erano anni che il suo alter-ego gli aveva diagnosticato quale male lo seviziava: il non riuscire a vivere il presente ma agire in funzione del futuro, senza mai godere di quello che aveva tra le mani ma bramando sempre qualcosa di più, qualcosa di bene. una domanda rieccheggiava nel suo stomaco: "come mai non non ci sono arrivato prima?"
You can't always get what you want,,,

venerdì 25 marzo 2011

/\

Il Signor V. è uno di quelli che definiresti un personaggio scomodo, tranquillamente. Sale su treni a caso senza pagare il biglietto, e quando gli gira scende, ritrovandosi in posti sconosciuti che non diresti mai. E la cosa angosciante è che lo fa solo per trovare un posto dove potersi sedere, all'aperto, dove nessuno lo può chiamare per nome, e fumarsi una sigaretta, sgranchendosi schiena e ginocchia e guardando il mondo; non legge libri perchè preferisce guardare la gente e mettersi a confronto con tutti. Oltre che dai pensieri bisogna dire che si lascia anche trasportare dalle idee altrui, visto che ha sempre pensato prima agli altri che a se stesso.
La vita lo stanca, probabilmente anche perchè dorme poco e male. Mangia solo panini da tre mesi, ma fortunatamente non ingrassa.
Ultimamente è stato avvistato mentre si aggirava a notte fonda per le mura della città senza meta, cercando un tempo che ahimè, ormai, non esiste più.

domenica 20 marzo 2011

Ciclotimia

dopo una serata un po' così il signor V. decise di prendersi ancora del tempo per sè. ce lo aveva proprio in testa. con le guance bagnate dal vento si recò al solito posto, dove tutto ebbe inizio e tutto finì, nel soffocare di una giornata di primavera. ormai un anno è passato no? Ebbene ripercorse tutti gli attimi, i gesti, le parole, le sensazioni... tutto per immagini, come diapositive che qualcuno vorrebbe sbiadire ma che per lui sono così dannatamente messe a fuoco. pose i suoi passi calpestando lo stesso lembo di terra di pressappoco 12 mesi fa, ascoltando il suo gruppo preferito, come rapito dai pensieri, dalla ricerca di qualcosa che non c'è più ma che in realtà è li, ancora ferma su quel muretto, sul tetto della città. una sensazione strana, che giurò a se stesso di non voler dimenticare ma anzi di volerla immortalare, impressionandola nella mente per sempre.
Una fotografia. perchè lui alla fine ci spera ancora.

venerdì 18 marzo 2011

Ascolti

Ho sempre ascoltato parecchia musica. ma mai come in questi giorni non posso fare a meno di dover sentire determinate canzoni in determinati momenti della giornata, ed è allucinante come in ogni pezzo che ascolto trovo un punto in comune con la mia storia recente, che sia un testo con parole così conosciute e così perfette che mi sembra ( ma magari! ) di averle pensate e scritte io, o una melodia o un ritmo che mi trasmettono o mi suscitano un determinato stato d'animo.
e mi stupisco ogni giorno di questo potere, di questa evocazione così potente e sensibile che crea la musica.

Ho deciso di lasciarvi con un brano, che dipinge il mio stato d'animo attuale alla perfezione.






martedì 15 marzo 2011

Bravo non vuol dire un cazzo..

Se sono tutte stronzate dimmi perché adesso non esci da quella porta, e la smetti di imitare la vita, e la smetti di prenderti per il culo e cominci a fare sul serio. E ti trovi uno schifo di lavoro. E vai in ginocchio da quella donna a chiedere perdono per il male che le hai fatto e per lo stronzo che sei stato con lei, e se la tua partita non è ancora finita cerchi di riacciuffare un'occasione rarissima che ti è capitata, di vivere una vita da persona normale. Me lo sai spiegare perché non lo fai, me lo sai spiegare, che cazzo? EH!?

martedì 8 marzo 2011

30 days after

"Yesterday I found some of your old texts... it was August, after our last lunch together.. the weight of your words now is like a stone on my heart.. you changed your mind after only 30 days.. is that possible? Do you even remember what you wrote to me? Were you sincere when you wrote those feelings? Of course not.. probably you've never been..  [...]  Today I found a picture of you on my computer... goddamn, you were so beautiful and still you are.. hope to see you again.. "

giovedì 3 marzo 2011

Intrusive thoughts..

The problem is that if you start thinking about it, you can't stop.
This fucking worry is stuck in my head.
Goddamn, I made so many mistakes.. I hate myself.
Where was the maturity? Why am I so damn stupid?
I'm going crazy... totally.. can't forgive myself.. can't forgive myself.
No redemption.. only punishment.
I deserve it.
Please don't do that, please don't... I need a little more time...maybe.
I deserve it... Intrusive toughts.. I deserve it.

I don't have to think about...

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mercoledì 2 marzo 2011

Gesù

If you say Jesus backwards it sounds like sausage

...

Quello che ci fa affezionare agli amori non corrisposti è l’illusione che un giorno possano cominciare. 
Un giorno abbastanza lontano da non dovercene preoccupare davvero.

domenica 27 febbraio 2011

I'll be stone

Coming back from where we are
Gets harder every day
I wish I'll live the longest life a man can live
All my words and all your smiles
Are just inside my mind
Tears I shed for you are passing out of time

But now I'm here... in front of you
Am I leaving that day
Am I leaving my way
Please tell me why... I can't feel you

Far from you... there's only dust around... there's only dust around
Caus' I'll be stone... when time will crush around me and you
While I'm dreaming on and waiting
Hoping for an happy end
You're not here with me
While I'm chasing my own life that
Is waiting for a chance
You're not with me...


All I see... is everything we were… you should know
That I’m not strong enough to live
Inside these walls you’ve built

So show me how to free myself
Everything that I need
Could be in front of me
And tell me how… to be with you

giovedì 24 febbraio 2011

Oblivion

In oblivion I fit
I like not knowing anything..

Nothing positive, nothing negative
Just unspoken words..

You misspoke my thoughts once again
Why don't you stop deluding myself ?

martedì 22 febbraio 2011

Lava Tears

Lava tears burn my eyes
Like drops of fire cutting my face

Looking for redemption
I can't forgive myself for this huge mistake

Caress my head and put me to sleep
I want to hear this song forever

I don't need your compassion
Don't you have the nerve to tell it like it is?
Is like sleeping in damp bed clothes

Throw my soul into the abyss
So maybe i can born again?

domenica 20 febbraio 2011

Dissolve (Into Etherea) - Karmatest


For a long time I thought I spoke to someone
It took me years to see no one was there
When is it we installed deficient dialogues
Your silence is a weight I just can’t bear

Together as one you and me
Much more than one could ever be
You understand you’re all alone
If I’m gone…

And when did you start to hold this grudge on me
I thought we compromised, our goals were clear
I showed you my true self on every opportunity
And now you want me to just disappear…

Into eternity
I’m motionless
This space in front of me
This emptiness
I can’t dissolve

I really did nothing, I only set your mind

The promises we made, the pain we shared
There was no one to blame 'cause we'd achieve on every try
And most of times I only stared

Together as one me and you
Once more in one will never do
I’ll understand if I’m alone
When you’re gone

Please catch me now
Break my fall
Together we con break your walls
I’m part of you, I always was
Me catch you now
Is it a joke?
I truly think you just misspoke
You never were nor ever be
Disappear!

Into infinity
Emotionless
These walls in front of me
Seam meaningless
I can’t resolve!


Once that I'm gone I'll be gone forever
So will part of your soul, we are bound togheter
Don't make this mistake 'll cost you dearly
Only when I dissolve you will see it clearly
Once that I'm gone I'll be gone forever
So will part of your soul and then you'll be free


For all eternity
I’m motionless
This space in front of me
This emptiness
I can’t dissolve



Please catch me now
And break my fall
Be damned I almost had it all
I'm part of you
I always was
You're part of me, eternally
We'll be

sabato 19 febbraio 2011

Amare è un po morire

The memory of your scent..
I try to hold you in my arms once again, to fell your embrace, but i can't touch you..
I miss your soul, I miss everything..
Give me a plea to feel alive again..
Let me fall and lose in your eyes for the rest of my life..

domenica 13 febbraio 2011

La Scatola

L'uomo ha un corpo solo.
Solo come la solitudine.
L'anima è stanca di questo involucro senza connessure, fatto di orecchie e d'occhi..quattro soldi di grandezza.. e di pelle, cicatrice su cicatrice, tirata sulle ossa.
Dalla cornea vola dunque via, nel pozzo spalancato del cielo, sulla ruota di ghiaccio, sulle ali di un uccello.
E sente dalle inferriate, dalla sua vivente prigione, il sussurrar dei boschi e dei campi, il rombo dei sette mari.
Senza corpo l'anima si vergogna, come un corpo svestito.. ne pensiero, ne azione, ne progetto, ne scritti. Un enigma senza fine.
Chi ritorna sui suoi passi dopo aver ballato sul palco dove nessuno balla?