lunedì 22 settembre 2014

tensione statica

il signor V. stava seduto sul letto, appoggiato allo schienale. la testa pendeva verso il basso, come tirata da un peso impercettibile. il collo pervaso dal dolore dei pensieri. dita sporche lo squarciavano lentamente, affondando le unghie nella carne sotto la nuca, eviscerando strane sensazioni di malessere, portandole fuori. non osava provare a toccarle, fermarle. pietrificato e immobile in balia di decisioni non prese, dell'impossibilita di scegliere. l'impressione di non vita, ripresa dall'alto come in terza persona, fotografata al buio, nel fievole bagliore interrotto da lingue di fumo. Fermo in caduta, inesorabile da ormai trent'anni di statiche vibrazioni. tensione. Che spegne gli occhi. rimane solo il fischio del vento. fuori.

sabato 6 settembre 2014

credo.

perché c'è qualcosa che manca dentro di noi. niente di quello che viviamo può renderci felici veramente se dentro c'è qualcosa di spezzato. così come niente di quello che c'è fuori potrebbe veramente farci male se avessimo la serenità che hanno i giusti. e sai qual'è l'unico modo per aggiustare ciò che è rotto, per raggiungere questa serenità? dobbiamo agire per gli altri. vivere per far del bene a chi è più debole e indifeso. essere dalla parte di chi ha bisogno. sempre. solo questo permette a quelli come noi di essere realmente felici. credo. veramente.