il piatto bianco, leggermente incrostato sul bordo. senza destra ne sinistra. la tavola appiccicosa, sudata.
il signor V. era fermo, gli occhi sfuocati fissi su un punto indefinito, le figure sdoppiate da quel peso dentro la fronte. prese il cucchiaio striato di calcare. all'improvviso il piatto si riempì, di una melassa tiepida e densa, la superficie un po frastagliata, dinoccolata li sul fondo liscio. inzuppò il cucchiaio, lo riempì bene e lo mise in bocca, frettolosamente ma neanche troppo.
un gusto nuovo, diverso, ma perfettamente già sentito. quel peso sullo sterno. quel cerchio alla testa. cucchiaio dopo cucchiaio, boccone dopo boccone. abitudine. nulla stupisce più. schiavi della stessa portata che ci viene servita ogni giorno. ingoiare. squagliando fra i denti, assaporando quello schifo, che permea ogni fessura. niente di stupisce più. siamo pre-occupati a preoccuparci. cosi tanto che non distinguiamo più cosa ci aspetta da cosa ci succede.
inzuppò di nuovo. un timido conato. nulla più.
lunedì 19 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
mankind.
le braccia bagnate, sotto quel temporale estivo portatore di beneficio. seduto sui gradini di uno strano portone, in quella piccola piazzetta. riassaporare abitudini mai vissute, quasi come se qualcuno si fosse appropriato del tuo corpo e te le avesse raccontate mentre dormivi.
silenzio.
la necessità di non parlare più. di osservare i pensieri. di immaginare movimenti.
pace.
ritirarsi. fuggire. da una pratica sempre più diffusa. la civiltà dell'io. non c'è più confronto. pensare agli altri solo in funzione di se stessi. per rincuorarsi se stai peggio di me, o per investirti di dita che scavano, appena tendi un abbraccio, provando a dire si all'apertura.
un unico vettore. un'unica direzione. un'unica stessa morte.
andare via. solo. subito. per sempre.
silenzio.
la necessità di non parlare più. di osservare i pensieri. di immaginare movimenti.
pace.
ritirarsi. fuggire. da una pratica sempre più diffusa. la civiltà dell'io. non c'è più confronto. pensare agli altri solo in funzione di se stessi. per rincuorarsi se stai peggio di me, o per investirti di dita che scavano, appena tendi un abbraccio, provando a dire si all'apertura.
un unico vettore. un'unica direzione. un'unica stessa morte.
andare via. solo. subito. per sempre.
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