martedì 19 aprile 2011

L'amorte - Racconto in puntate di un sogno allucinante - 1

Il signor V. era stanco, ma le aspettative che aveva maturato sui possibili risvolti di quell'incontro avevano creato in lui una malsana euforia, che lo spronò ad inforcare la sua bicicletta e a dirigersi all'appuntamento. d'un tratto era arrivato. il luogo era davvero "(s)consono" alla situazione.
un locale scuro, anonimo, con massicci tavoli in legno color ebano, che se provavi a posarci le braccia sopra ti rimanevano incollate, con tutti i litri di liquore appiccicoso che vi erano stati versati sopra durante gli anni. ordinò due boccali di birra e il cameriere, che misteriosamente lo trattava come se lo conoscesse da una vita, gliene offrì un terzo. li bevette tutti, ma rifiutò il successivo bicchiere di whisky ed uscì. [...]

venerdì 15 aprile 2011

High

Have you ever tried to raise a mountain?
It makes you wanna die
Don't you feel your time is running out?
You must be so damn high and
Disillusioned
Can't wait to watch you cry when
I'll be there
You'll kiss my feet and

I swear
I'll be telling you nothing
Not till your eyes break
I'll be giving you anything you look for

Have you ever tried to walk the distance
I've walked from where you are?
Don't you feel your time is running out?
It makes me feel this pain, I'm
Disenchanted
I'd like to see you there when
I'll be there
But till that moment

I swear
I'll be raising this mountain high till my hands break
I'll be running against this wind till my breath fades
I'll be breaking your limits, it begins now


sabato 9 aprile 2011

"scusi è libero?" "No, è occupatissimo"

Il Signor V. si accorse che non aveva tempo. o forse che da sempre lo contava male. troppe cose a cui pensare, e alla fine quelle importanti non le faceva mai, rimanevano li, nel limbo di una vita muta, che tanto  ha da dire ma si esprime in modo difettoso.
il motto carpe diem per il Signor V. era come se non avesse valenza, non lo aveva mai seguito, e benchèmeno ci provava. mai.
pensava costantemente a quanto fosse brutto andare a dormire pensando a quello che avrebbe potuto fare e che non aveva fatto, e ogni mattina si odiava per non essere riuscito a sognare. ovviamente non si parla dei semplici sogni che si fanno ogni due per tre, lui voleva sognare un sogno veramente sogno, un qualcosa che gli potesse schiarire le idee asciugando la nebbia fittizia che gli inumidiva la mente.
il tempo passa, e lui non ha ancora niente tra le mani, ma soprattutto non ha più quella parte di sè che adorava cosi tanto stringere fra le braccia.
I wish you were here. Torna?

domenica 3 aprile 2011

Fotografia su carta di quello che sento.

e il signor V pensò tra se e se : " Io inizio a scriverla. poi magari te la spedisco, o te la consegno di persona. oppure pensa che bello se tutto questo non fosse necessario, se tu lo sapessi già. e vorrei tanto che la tua fosse solo paura, paura di tutto e di niente, paura che va e viene. leggimi gli occhi. fammi cadere in un mare di piume. pensa che bello se almeno una volta nella mia vita io avessi messo a fuoco il presente nel modo giusto."