mercoledì 26 ottobre 2011

Glaciazione

il Signor V. aprì gli occhi. le sue mani gelate dal freddo stringevano forte la balaustra dinanzi a lui, corrose dalla pioggia e dalla pressione. un cielo grigio e gonfio lo sovrastava, come un acquerello che gli stesse colando addosso dall'alto. miliardi di minuscoli spilli d'acqua continuavano a forargli il viso in più punti, bloccandogli il respiro dal dolore. di fronte a lui il mare in tempesta. di un colore indefinito, oscuro, impazzito. guardò verso il basso si accorse che le onde che si abbattevano sul faro dove si trovava avevano una violenza inaudita, come lo schiaffo di una ruvida mano sul viso di un bambino. sentì tremare sotto i piedi, la torre non avrebbe retto a lungo. Egli si voltò ed ebbe conferma del fatto che il faro non emetteva nessun fascio di luce. si stropicciò gli occhi con forza, spellandosi le palpebre, e si accorse che all'interno del lucernario vi si trovava una persona. una ragazza. appollaiata su di un poltroncino di avvolgente velluto. reggeva in mano uno spesso quaderno rilegato, sul quale scriveva morbidamente con una matita temperata per la prima volta. per una qualche strana ragione alla vista di quell'immagine il cuore del Signor V. si squarciò. si divise in 2 parti, sfibrate da un profondo solco. le ginocchia gli cedettero e si accasciò a terra battendo la testa, guardando il mare attraverso la ringhiera. delle folte criniere bianche all'orizzonte. un centinaio di cavalli. galoppando sul mare, veloci e fieri, si dirigevano verso il cuore del futuro. una forza implacabile che tracciava scie sull'acqua, come martellate sul vetro. esisteva ancora forse una prospettiva? dov'era? "quale prospettiva, Signor V.?"

soffiando aria dalle narici, richiuse gli occhi.

martedì 25 ottobre 2011

Vanessa

you had a thousand words to tell me about your world.it’s so selfish, the way you used to roll...

in all the things i felt. all the  lies you’ve told. now there’s nothing else to know.

i’ve seen you in the distance for all this time. the places where we met are bright. I see thousands of lights but there’s no one tonight.. the rules you wrote..

should i stop what I do?

should I care?

I'm still fighting... let me interfere.. i won't give up.



martedì 11 ottobre 2011

The Weight

pensare di aver messo a fuoco la prospettiva. poi dare uno sguardo al passato, quello remoto e quello recente. e capire di non aver capito. nulla. la voglia di un anno fa è centuplicata, il ricordo è vivido e indelebile. ma è davvero quello che il Signor V. vuole? lasciare tutto. rompere gli schemi di una vita e riniziare tutto da capo. funziona solo nella condizione del non ritorno vero? sentirsi arricchiti, sentirsi nuovi, è un altro scultore che modella la propria forma e plasma il proprio essere. ma inevitabilmente si è destinati a perdere qualcosa. è necessario. una radice non vive se non è stretta al suo terreno. può assaggiare nuove zolle e bere nuova acqua, con la possibilità di vivere di nuovo nutrimento o morire ammalandosi di nostalgia. Sono il Signor V. e in questo momento sono un albero che vola nel cielo.

domenica 2 ottobre 2011

Veleno

erano almeno 6 anni che il Signor V. non leggeva più un libro. trovare trame interessanti diventava ogni giorno più complicato e noioso. la routine lo portava inevitabilmente ad essere sempre più selettivo, più povero, più incostante. si accorgeva mano a mano di perdere colpi, non era più capace come una volta. un sentimento di pesante insoddisfazione e delusione lo pervadeva sin dalle prime ore del mattino, giorno dopo giorno. iniziava ad avvertire i primi mali di stagione, tra cui un eterno mal di testa, come se idee prevalenti volessero uscire dalla sua mente senza riuscirci, rimbalzando sulle meningi. tum. tum. tum. un frastuono costante e preciso, il rintocco di un orologio in una grotta sotto il mare. devastante. soluzioni efficaci per uscire da tale situazioni sembravano non esserci. tranne una. una pratica spaventosa e lancinante. a metà fra la corrosione e l'oblio. un bicchiere di veleno. ogni giorno. per stare meglio, o meglio, per stare peggio. per cadere e poi rialzarsi. aiutato da una convinzione fittizia, in lotta quotidiana con il suo essere. ricordate sempre : Chi ritorna sui suoi passi dopo aver ballato sul palco dove nessuno balla?