lunedì 22 settembre 2014

tensione statica

il signor V. stava seduto sul letto, appoggiato allo schienale. la testa pendeva verso il basso, come tirata da un peso impercettibile. il collo pervaso dal dolore dei pensieri. dita sporche lo squarciavano lentamente, affondando le unghie nella carne sotto la nuca, eviscerando strane sensazioni di malessere, portandole fuori. non osava provare a toccarle, fermarle. pietrificato e immobile in balia di decisioni non prese, dell'impossibilita di scegliere. l'impressione di non vita, ripresa dall'alto come in terza persona, fotografata al buio, nel fievole bagliore interrotto da lingue di fumo. Fermo in caduta, inesorabile da ormai trent'anni di statiche vibrazioni. tensione. Che spegne gli occhi. rimane solo il fischio del vento. fuori.

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