lunedì 18 luglio 2016
flamingoes.
Tony Flash viaggiava di rado, ma sempre con estrema intensità. veleggiava lungo le strade della città con passo dinoccolato, un po curvo con la schiena ma sempre con lo sguardo in alto, come nella sua storia di vita. mescolava spesso i colori intorno a se, pur non perdendo ogni singolo segnale che l'esterno sembrava volergli presentare, quasi come dovesse stringere la mano ai palazzi, alle lingue di vento, ai km in autostrada e ai disegni fatti col dito sui finestrini, all'ansia che ti stringe piano ai fianchi perchè non sai mai se puoi buttare la sigaretta per terra, agli specchi dove guardarsi lungo i marciapiedi che ti ricordano che forse casa non è così brutta e che ti manca tua madre e che vorresti abbracciarla più spesso e dirle che le vuoi bene anche se durante il resto dei giorni passi il tempo a non pensarci. la musica nelle orecchie sempre al volume più alto possibile, altrimenti non la senti. quella sensazione di caldo quando ti tocchi la fronte e stropicci le labbra per sentire il brivido, con le dita che sfiorano la barba che non hai mai avuto sperando di renderla più folta. perennemente in ritardo. come quando arrivi nella tua via e vorresti trovare parcheggio subito, senza dover girare per mezzore e doverti svegliare presto la mattina dopo per andare a lavoro, perché lo sai che probabilmente non ti piacerà e ti dovrai di nuovo accontentare di fumare appena sveglio a stomaco vuoto mentre guidi e non ti soffermi su niente. ci speri così tanto che vada tutto bene che le unghie si affossano nei palmi, i tendini tirano e ti sembra di perdere forza. forse domani laverai le lenzuola per non sentirne più il sapore. della vita che fu e che sarà. del tempo che passa e la felicità.
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