giovedì 6 ottobre 2016

aMARE.

ci sono luoghi senza un dove. luoghi in una direzione a memoria, fatta solo di piccole finestre sul mondo e nulla più. immagini lucide, in un contorno a cui non dare importanza. fino a che non arrivi li. una magia. la voce si perde nel suono della perfezione. è silenzio permeato. è profondo blu mischiato nel cielo, nella luce calda del sole che accarezza.
ci sono sempre gli occhi di mezzo. il viaggio parte da lontano, poi si fa più vicino. come un sorriso che si accende piano piano. camminiamo.
ci sono sempre i passi di mezzo. tre avanti e sei indietro. è una danza, è un bolero.
un tuffo in acqua, stare a galla stando fermi col sapore del sale sulla faccia.
ci sono sempre le mani di mezzo. mani che scuotono, che sentono, che proteggono.
l'abbraccio dell'infinito, del senza tempo, del non, dell'ancora.
solo, Tony restava li fluttuando nell'incanto di una pace liquida, sentendosi parte estesa di essa.
una carica rigenerante invadeva le sue membra, pronte ad esplodere di nuovo nell'euforia di una corsa in apnea, fino a chiudere ogni cosa.
ci sono sempre i pensieri di mezzo. nel viale del ritorno. nel tempo per partire quando ritornerà il tempo. nell'odio di un'attesa, nella non tranquillità di un non è ancora abbastanza.
aprire le braccia e spiccare il volo. nel mare cosi bello che non la smette di farsi guardare.

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