mercoledì 9 novembre 2016

milioni di pezzi.

parlo con te perché a volte mi sembra che tu sia l'unica persona in grado di ascoltarmi senza per forza aver voglia di distrarsi con i pensieri, anche se faccio periodi troppo lunghi, anche se descrivo le parole. c'è un momento nella notte, un preciso momento nella notte in cui mi sveglio e avverto una sensazione di lucidità completa. in quel momento sono padrone di ogni cosa, tutte le idee si muovono lente e controllate come pesci in un acquario. potrei restare fermo con lo sguardo al soffitto a vederle scorrere per ore. non ho più bisogno di sognare. saranno mesi che non ricordo un sogno, forse davvero non ne faccio più? ma non mi interessa. gli occhi sono vispi e desiderosi di guardare. guardare milioni di pezzi. milioni di occhi, di odori, di parole e di dita sotto la nuca. in quel momento so tutto. so cosa sfugge via, in un liquido amniotico di oblio e cambiamento.
qualcosa entra, milioni ne escono. milioni di pezzi.

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