sabato 19 novembre 2016

nella stanza.

Tony si trovava nello studio di velluto.
le poltrone intarsiate di ebano e di color cremisi emanavano uno strano calore che si poteva percepire in volto, come una febbre lenta.
di fronte a lui si ergevano sedute ad una lunga scrivania di nodi d'albero tre figure a lui conosciute.
l'uomo che comprava il Tempo.
il signor Destino.
il dottor Swedenborg.
lo fissavano preoccupati, come se potessero leggere il suo stato d'animo come uno specchio di mare limpido.
Tony di rimando non percepiva alcuna pressione, anzi ultimamente si poteva dire molto tranquillo, non propriamente disteso ma quantomeno consapevole. sapeva.
la vedeva poco sulla destra. una porticina di forma ogivale, marrone color nocciolo, perfettamente levigata da mani sapienti di cura e minuziosità. si poteva sentire il profumo del legno fresco, come le albe nel bosco d'inverno, quando la rugiada esalta i sapori di una terra umida che vorresti usare come giaciglio.
la piccola porta della Stanza.
quante volte l'aveva aperta, quante cose aveva relegato al suo interno.
molte erano sparite negli angoli distanti km l'uno dall'altro. altre rimanevano al loro posto, perenni.
altre comparivano senza che nemmeno lui se ne ricordasse o se ne fosse dimenticato.
la regola è una sola: nella stanza non si può cercare, si trova.
c'è chi trova ciò che ha perso, per contemplarlo nella speranza di ritrovarlo.
c'è chi trova cosa desidera, effimero e temporaneo.
c'è chi trova ciò di cui ha bisogno, eterno e regale.
c'è chi trova la realtà.
chi ha scelto il denaro, chi ha scelto la libertà, chi ha scelto la paura, chi ha scelto l'egoismo, chi ha scelto la conoscenza, chi ha scelto la calma, chi ha scelto l'apparenza, chi ha scelto l'illusione, chi ha scelto la passione, chi ha scelto il dolore, chi ha scelto la solidarietà, chi ha scelto la distruzione, chi ha scelto l'odio, chi l'amore, chi ha scelto il passato, chi ha scelto la morte, chi ha scelto il diniego, chi ha scelto la pazzia, chi la malattia, chi ha scelto la cura, chi ha scelto la rabbia, chi ha scelto l'amicizia, chi ha scelto l'emozione, chi l'apatia, chi ha scelto il sesso, chi ha scelto l'uccisione, chi ha scelto il tormento, chi ha scelto la pace, chi ha scelto destino, chi ha scelto fortuna.
io scelgo nessuna di queste cose e ognuna.
chiuse dietro di se la porta con un leggero scricchiolio, come un gemito.
rimase ora e per sempre.
nella stanza.

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