secondo giorno? il tempo è dilatato lungo la strada, riempita dalle immagini e dai pensieri. Tony viaggiava non del tutto comodo sul suo sedile posto finestrino, con gli occhi mai chiusi per non perdersi nemmeno un dettaglio, una virgola di questa avventura feroce e meravigliosa. il pachiderma a quattro ruote viaggiava da qualche mezz'ora nel cuore della notte, gremito di persone segnate dalla fatica. la moquette pruriginosa su cui poggiavano i suoi capelli trasudava un odore acre, mischiato a zaffate di deodorante di bassa qualità che ormai permeava ogni narice. le fibre del suo corpo erano ancora stanche, invase da un attività senza sosta. d'improvviso si sentì sfiorare un braccio. Una mano che aveva visto primavere e calore migliori. a fianco a se un' anziana signora gli aveva appena borbottato quella che dal tono pareva una domanda, formulata in un idioma a lui sconosciuto. giustificó l'incomprensione con qualche parola in lingua universale, espressa piuttosto male: sapeva parlarlo molto meglio l'inglese, ma quando capiva che dall'altra parte l'interlocutore avrebbe avuto difficoltà ad ogni modo, gli veniva spontaneo mettersi al suo livello per un istinto di timore reverenziale. in fondo, non era un atto di solidarietà seppur difettoso? stavolta però non era necessario. Ielena rispose in modo pimpante, voleva tranquillamente sapere che ore erano sbirciando verso l'orologio nero di Tony. Ielena viaggiava per i settanta, il viso bruciacchiato raccontava tanta vita: dopo una breve vacanza tornava a casa, nella fattoria dove suo fratello allevava maiali e lei cucinava sapone. E tu? Tony rispose che era in viaggio, per farlo e viverlo, assaporandone ogni istante, senza meta e senza pretese come tutti i non lo so che si era sentito dire in vita sua. Ielena sorrise a guancia piena, pochi denti ancora in bocca e alcuni di essi colorati di metallo prezioso. si offrì di ospitarlo per la notte e la mattina seguente dato che sarebbero arrivati tardi e con il classico tutto chiuso, e non era consigliabile per Tony gettare il suo accampamento per strada. accettó quasi subito, senza superare nemmeno tre pensieri per dire di no. a questo punto chiuse gli occhi sorridendo a sua volta. si risvegliò nella piazza. scese. faceva quasi freddo, dentro e fuori di se. un furgone bianco attendeva lui e la sua nuova amica, a cui portó la grossa valigia in segno di affetto. tutto perfetto. si ripartiva ancora una volta per il racconto di un passato migliore.
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