martedì 9 agosto 2016

Bucharest

Tony si alzò dallo sprofondante giaciglio dove aveva provato a dormire imperterrito, senza troppo risultato. la taverna di Ielena e del fratello (Arman il suo nome; era importante ricordarsi i nomi delle persone da lui incontrate, per sfatare il mito che non funzionassero più) odorava di liquori, probabilmente un tempo quella stanza era teatro di distillazioni e risate, ma adesso era diventata luogo di raccolta di ricordi e cimeli, ma soprattutto molte coperte. eravamo poco fuori Bucarest, ma l'aria era pungente come se fossimo in piena Transinistria. la fattoria solitaria si perdeva in mezzo al nulla, confusa nel grigio di una terra malinconica. Tony sentì bussare alla porta, mentre si era incantato ad osservare una vecchia bici da corsa sospesa sul soffitto: Ielena e Arman lo aspettavano per mangiare. si infilò una maglia e salì al piano superiore dove un intenso odore di the nero e carne bruciacchiata permeava ogni cosa. gli pareva impossibile essere a tavola con due perfetti sconosciuti ma così intimi nella loro smisurata gentilezza. mangió di gusto parlottando con i due padroni di casa, dallo stesso viso solcato e stesso sguardo profondo di un marrone color ebano. ogni mobile della casa fungeva da trono per innumerevoli statuine di porcellana e oggetti di vetro, posizionati con cura tra i vari utensili da lavoro. era tempo di ripartire se voleva arrivare alla meta. dopo due timidi abbracci di saluto, chiese di poter comprare la bici che aveva scorto prima, se non era troppo malconcia. Arman si offrì di sistemarmela e gliela lasció per poche lire, regalando un ulteriore sorriso a Tony che si vide inoltre montato un porta pacchi per la sua tenda, altrimenti avrebbe perso le vertebre una ad una lungo la strada. si rimise in cammino, stavolta il tragitto era più breve e c'era tanta nuova energia da regalare alla strada.

Nessun commento:

Posta un commento